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Osservatorio 5 - Wine-Net, le potenzialità inespresse della rete

10 settembre 2014
Continua l’analisi di Tibevo sui dati raccolti durante fiere e manifestazioni di settore. Settimana scorsa ci siamo soffermati sulle strategie di comunicazione utilizzate dai viticoltori intervistati (leggi qui), lasciandoci con la regola aurea che per sfruttare le potenzialità della rete occorrano piani e linguaggi strategici. Si tratta di leve che consentono di aumentare la visibilità e le vendite dei propri prodotti, solo se usate correttamente.

In linea con quanto già evidenziato, il 77% degli intervistati dichiara di credere nelle potenzialità della rete e dei social network. Si tratta di un dato che sembra essere controbilanciato, tuttavia, da un comune sentire difficilmente incasellabile in una statistica. Confrontandoci personalmente con i produttori è emersa la sensazione che, nonostante l’80% abbia un sito aziendale e il 42% utilizzi i social network, non siano in grado di massimizzarne le potenzialità.

La tendenza è  quella di un uso sporadico dei social media (sito e social network), limitato al lancio di nuovi prodotti o alla partecipazione a eventi di settore. L’equivoco nasce, forse, dall’inappropriato paragone tra gli strumenti digitali e quelli  del marketing tradizionale, lontani anni luce gli uni dagli altri.

Non a caso le aziende che usano efficacemente la rete e i social network non lo fanno (solo!) per farsi pubblicità (leggi qui cosa capita negli Usa e qui in Italia), ma per tenere i contatti coi clienti, dare informazioni utili sui territori e i vini (come degustarli, con quale abbinamento), creando un rapporto di fiducia e confronto. I winelover sono oggi un popolo agguerrito, informato ed iper-esigente, alla perenne ricerca di nuove esperienze da vivere. Conoscerli e intercettarli in rete, si dimostra dunque un gioco maledettamente serio.

A confermare questa tendenza è la ricerca pubblicata da We are Social (leggi qui), che evidenzia la penetrazione di internet in ogni Paese europeo, Italia compresa. Nel nostro Paese il 58% della popolazione (35 milioni) utilizza internet dedicandovi, in media, 4 ore e 42 minuti al giorno, mentre il 46% utilizza lo smartphone per due ore. E i social network? Il 54% degli italiani ci naviga per due ore e mezza al giorno. Gran tempo da perdere, qualcuno dirà, ma facile ironia a parte, si tratta pur sempre di potenziali clienti. E qualcuno, di riffa o di raffa, è già pronto a intercettarli in rete.

Conoscere le regole del gioco, tuttavia, non è la sola motivazione che influenza il web marketing di questi produttori. Come emerso dalla nostra ricerca, la mancanza di tempo e risorse interne sfavoriscono i piccoli viticoltori dal massimizzare le potenzialità della rete, già assorbiti dalla vigna, dalla cantina e dalla elefantiasi burocratica italiana. Che dire, è la rete, bellezza, fattene una ragione.

Continua a leggere l'Osservatorio: "L'Export e l'Inglese, questo sconosciuto (dagli italiani)" la sesta uscita

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