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Osservatorio 4 - Il Vino 2.0, democratico ma esigente

09 settembre 2014
Il Vino 2.0, democratico ma esigente
Questa settimana analizziamo le strategie di comunicazione utilizzate dalle aziende vinicole di piccole dimensioni, spesso incerte se indirizzarsi verso i media tradizionali o il web marketing.

Permane l’utilizzo delle brochure informative per il 65% degli intervistati, mentre i cataloghi dei prodotti sono ritenuti utili solo per una ristretta minoranza (14%). E’ chiaro che quest’ultimo dato dev’essere circoscritto e analizzato anche alla luce della tipologia di aziende intervistate che, nella stragrande maggioranza dei casi, hanno volumi produttivi e varietà di vini limitati.

L’80% ha dichiarato di avere un sito internet aziendale, utilizzato per dare visibilità al proprio marchio, alla filosofia produttiva e ai vini commercializzati. Il web è considerato, dunque, un canale democratico, potenzialmente capace di dare buoni risultati commerciali grazie ai limitati costi di gestione, alla durata del messaggio pubblicitario e alla sua geolocalizzazione in base al target di riferimento.

Venendo all’utilizzo dei social network è opinione generale che siano utili nella promozione aziendale, perché consentono di mantenere un rapporto diretto con i wineblogger, gli appassionati e gli esperti del settore. Quello preferito è per il 58% Facebook, mentre solo il 17% ha una pagina aziendale su Twitter.

Questo sentire comune non è supportato, tuttavia, da un utilizzo sistematico dei social, tanto che dai dati riguardanti gli account aziendali, emerge un paradosso. A livello aggregato scopriamo che chi ha un account sia su Facebook che su Twitter è ancora una minoranza (16%), mentre la percentuale di chi ha un solo account è la stessa di chi non ne ha nessuno (42%). Che è un po’ come dire di amare il vino, salvo poi essere astemi.

Ma se la rete è democratica, è altrettanto facile rimanere imprigionati tra le sue maglie, perché ogni social media (sito aziendale, blog, social network) ha linguaggi e regole differenti da rispettare se si vogliono raggiungere gli obiettivi di visibilità e aumento delle vendite.

Senza contare che il costante aggiornamento delle pagine social e dei blog aziendali rappresentano il segreto del loro rapido successo. Non c’è cosa peggiore per un utente, winelover o meno, che andare su una pagina web e non vederla aggiornata periodicamente. E’ come andare in un negozio e trovare affisso sulla porta il classico “Torno subito”. Nella migliore delle ipotesi, se si tratta di un cliente affezionato, farà lo sforzo di ritornare, in caso contrario sarà perso per sempre.

Continua a leggere l'Osservatorio: "Wine-Net, le potenzialità inespresse della rete" la quinta uscita

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