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Osservatorio 2 - Trend delle vendite

07 settembre 2014
TREND DELLE VENDITE IN ITALIA IN PROSSIMITÁ TERRITORIALE E MACROAREE

L’Osservatorio Tibevo sui piccoli produttori vinicoli sta continuando nel proprio lavoro di analisi periodica dei dati raccolti. Le tematiche che stiamo esaminando e che pubblicheremo settimanalmente riguardano il trend delle vendite in Italia, l’export, la comunicazione, le aspettative per Expo e altri argomenti che intendono inquadrare le tendenze del mercato. Per leggere le analisi pubblicate nelle settimane scorse potete andare qui.

Questa settimana abbiamo analizzato le vendite di vino in prossimità e in macro-regioni, per capire quali siano le ricadute commerciali sui territori italiani. Il lavoro approfondisce le risorse e i limiti espressi dalle aziende intervistate, la cui produzione annua non supera le 150 mila bottiglie, nell’intento di poter individuare alcune possibili strategie di sviluppo.

Si tratta di aziende che per volumi e scelte strategiche non finiscono nel mercato della GDO, ma che vengono distribuite attraverso una rete indiretta (agenti mono e plurimandatari), che spesso non permette loro di conoscere con esattezza i volumi sviluppati in determinate aree. Per questa ragione abbiamo analizzato i dati in base a cinque macro-aree (nordovest, nordest, centro, sud e isole), per desumere la percentuale di vendita sia nella regione in operano che nelle altre.

Dall’analisi emerge che il 71% delle aziende intervistate vende dal 50% al 99% della produzione complessiva in altre regioni. Questo dato dimostra che l’evoluzione del mercato vinicolo degli ultimi decenni, la diminuzione dei consumi pro capite di vino e le dinamiche globali hanno giocato un ruolo determinante nella promozione del marketing integrato. Non si tratta più di produzioni che, per i volumi e le risorse,  possono permettersi il lusso di venire riassorbite prevalentemente in regione, ma che adottano una strategia che li porti anche su altri mercati.

MACRO-AREE

In questo contesto appare interessante l’analisi della distribuzione per macro-aree dalla quale emerge che il 32,47% degli intervistati vende preferibilmente in due macro-aree, mentre solo il 5,19% ha una distribuzione su tutti i macro-territori nordovest, nordest, centro, sud e isole). Questo significa che le logiche imprenditoriali sono inevitabilmente influenzate dalla rete di vendita indiretta, che tende a privilegiare alcune zone rispetto ad altre.

Questi dati, integrati con quelli pubblicati nelle settimane scorse riguardanti le vendite per macro-zone (leggi qui), permettono una riflessione sugli sforzi e le potenzialità ancora inespresse di queste produzioni. Se dai dati di vendita, in genere forniti dalla rete indiretta per macroregioni, i produttori potessero passare a indicazioni più analitiche sui territori in cui i loro prodotti hanno maggiore o minore fortuna, cosa cambierebbe nella loro strategia commerciale?

La domanda rimane aperta, ma un’ultima riflessione può essere utile per completare il quadro. Per ogni impresa, sia essa vinicola che di altro settore, vale l’assunto che più si conosce analiticamente il mercato in cui si opera, i concorrenti e le caratteristiche dei clienti potenziali, più è possibile prendere decisioni strategiche che possono migliorare le vendite. E’ inevitabile, dunque, che la mancanza di dati analitici, geograficamente localizzati, sulle vendite annue si trasformi in un buco nero che tende ad appiattire le strategie commerciali e il marketing integrato.

Continua a leggere l'Osservatorio: "Quale mercato per il futuro?" la terza uscita

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