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Osservatorio sui piccoli e medi Produttori di qualità

06 settembre 2014
L’Osservatorio Nazionale Tibevo sta svolgendo un’intesa attività di rilevazione sulle aziende vinicole italiane, per individuarne le prospettive di crescita, le aspettative per Expo e la tipologia di comunicazione scelta per rendere noto il loro marchio.
L’indagine viene effettuata durante fiere di settore su un target di aziende produttrici dalle 5 mila alle 100 mila bottiglie annue. Si tratta di piccole e medie realtà imprenditoriali, spesso a conduzione familiare, che costituiscono di fatto l’asse portante dell’economia di settore.
Il principale obiettivo dell’Osservatorio è quello di far conoscere al grande pubblico le tendenze di queste aziende, mai abbastanza rappresentate nelle grandi indagini di mercato, per valorizzarne il lavoro e individuarne le necessità. Si tratta di un progetto ambizioso che l’Osservatorio Nazionale Tibevo sta portando avanti per comunicare la cultura del vino attraverso la voce dei produttori. Ad oggi le aziende intervistate sono 300, un dato ancora parziale che permette, tuttavia, di presentare già le prime tendenze del mercato. Il lavoro dell’Osservatorio sta proseguendo nella raccolta dei dati e a breve saranno disponibili altre analisi sul settore.

Le aziende intervistate dimostrano uno spirito imprenditoriale che le collocata molto bene sui mercati esteri, nonostante i bassi volumi di produzione facessero immaginare un posizionamento quasi del tutto nazionale.

Il posizionamento sui mercati esteri risponde, in prima battuta, alle necessità delle piccole e medie aziende di differenziare il rischio, permettendo loro di mitigare gli effetti negativi della crisi mondiale. Secondo i dati raccolti l’area dell’Ue è quella in cui, nonostante l’impatto della crisi, le esportazioni di queste aziende sono più forti. Anche i Paesi extra Ue, in particolare l’area orientale, rappresentano un mercato interessante per questi produttori.

Se le aziende intervistate dimostrano uno spirito imprenditoriale che ha permesso loro di posizionarsi bene anche sui mercati esteri, sorprende il dato emerso sull’internazionalizzazione della comunicazione aziendale. Il 61% degli intervistati non ha materiale tradotto in inglese, una debolezza che conferma la difficoltà delle imprese italiane a crescere il proprio potenziale sui mercati esteri, comunicando efficacemente sia la qualità che i valori aziendali.

La diffusa presenza di reti di distribuzione indiretta (agenti mono e plurimandatari) non permette alle aziende vinicole di conoscere chiaramente i volumi di vendita sviluppati in determinate aree. La scelta di questi canali, sia per il mercato nazionale che estero, senza la gestione dei flussi geo-localizzati, non consente alle aziende di sviluppare opportune strategie in base al gradimento dei consumatori. Creare un marketing strategico efficace, tenendo conto delle aree specifiche in cui un prodotto ha più o meno successo, è fondamentale per limitare i rischi imprenditoriali.

Le aziende intervistate dimostrano una strategia aziendale che punta alla comunicazione “diretta” attraverso la partecipazione a fiere e manifestazioni di settore. Questa specifica strategia evidenzia, necessariamente, un numero limitato di relazioni commerciali, che non sfrutta al massimo le potenzialità dei metodi di comunicazione già utilizzati. La rete e la comunicazione integrata, infatti, sono valutate positivamente per creare visibilità all’azienda, ma vengono utilizzate in minor misura per mancanza di strategie e tempo a disposizione.

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