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Osservatorio 6 - L'Export e l'Inglese, questo sconosciuto (dagli italiani)

11 settembre 2014
Se il trend dei consumi interni è in costante calo, la parola d’ordine non può che essere “export”. L’hanno capito anche produttori intervistati nelle scorse settimane, dimostrando un’irrinunciabile propensione all’esportazione dei propri prodotti (leggi qui).

Ma se tutti sono d’accordo con questo assunto, sono ancora poche le aziende ad avere materiale bilingue. Il dato generale (leggi qui) fotografa una realtà dove il 61% dei produttori di vino dichiara di non avere materiale tradotto in inglese (sito, brochure e cataloghi).

Analizzando i singoli dati, scopriamo che solo il 50% delle aziende ha un sito bilingue, superato di misura dalle brochure tradotte (53%). Crolla la percentuale dei cataloghi in inglese (10%), materiale per la verità già di per sé poco utilizzato dai produttori intervistati (approfondisci qui).



Che per l’italiano medio l’inglese rappresenti ancora uno scoglio, è ahimè cosa risaputa, ma che questo si trasformi (addirittura!), in una totale noncuranza per l’internazionalizzazione della propria comunicazione aziendale, quella che – diciamocelo fuori dai denti  – potrebbe far vendere di più, non è proprio accettabile. Da cosa nasce questo comportamento? Forse pigrizia mentale o una certa commisurata presunzione che fa dire “se un vino è buono, si vende da solo!”. Peccato che davanti a un importante buyer americano o cinese, a cui si vorrebbe raccontare “santi e miracoli” della propria azienda e del proprio territorio, utilizzando il poco inglese scolastico che affiora dalle paludi  della mente, un sito o una “brochurina” in inglese verrebbero in aiuto.

L’ultima domanda posta ai nostri intervistati, per fortuna, fa tirare un sospiro di sollievo. L’85% delle aziende si dichiara interessata ad avere servizi di traduzione, confermando di essere consce che per affacciarsi o consolidarsi sui mercati internazionali, non si possa trascurare l’internazionalizzazione della propria comunicazione. Va da sé, che parlare bene l’inglese, sarebbe meglio.

Continua a leggere l'Osservatorio: "Eno-Eventi. Quanto mi rendi, ma quanto mi costi!" la settima uscita

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