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Osservatorio - Vendita del vino: I tre problemi dei viticoltori

10 ottobre 2014
Continua l’analisi dei dati raccolti dal nostro Osservatorio, per individuare le prospettive di crescita dei piccoli e medi produttori vinicoli. Tra i temi caldi affrontati durante le nostre interviste c’è quello legato alle problematiche sulle vendita dei loro prodotti. Dal momento che la complessità delle risposte non permette di elaborare una statistica strutturata, ci limiteremo a rintracciare i principali tre problemi denunciati dai viticoltori intervistati, la cui produzione annua non supera le 150 mila bottiglie.
 
Burocrazia. E’ tra le risposte più ricorrenti, un problema arcinoto e trasversalmente conosciuto dagli imprenditori di qualunque settore, costretti ad annaspare tra una marea di carte bollate, il più delle volte incomprensibili e considerate completamente inutili. Secondo quanto emerso dalle nostre interviste, - e c’è da crederci - la burocrazia toglierebbe tempo, risorse ed energie alla promozione dei prodotti.Non è un caso, quindi, che nel febbraio scorso le principali sigle del settore vinicolo, tra cui Federvini, Assoenologi Federdoc, abbiano presentato alla Commissione agricoltura della Camere, il “Testo Unico della Vite e del Vino” (approfondisci qui), sulla semplificazione burocratica.   L’obiettivo è unificare tutte le disposizioni che disciplinano la materia del comparto vitivinicolo, attualmente contenute in svariati testi normativi, sburocratizzando quanto più possibile il comparto.
 
Marketing del vino. Un altro gap sollevato da buona parte dei produttori intervistati è quello riguardante la comunicazione e il marketing del vino. Molti dichiarano di non avere una strategia per la promozione del loro brand, altri ammettono di non avere le competenze e il tempo per poterla realizzare.
A tal proposito è interessante quanto riportato sul marketing del vino da Riccardo Pastore, economista ed esperto di pianificazione e sviluppo. Nel suo libro “Il marketing del vino e del territorio: istruzioni per l’uso”, Pastore ricorda che la vendita dei prodotti vinicoli non si risolve semplicemente in un mero “insieme di tecniche promozionali dirette alla vendita di un prodotto”, ma che queste devono andare di pari passo con la valorizzazione delle realtà ambientali.
“Il cosiddetto marketing territoriale deve fare un passo in avanti rispetto alla promozione turistica standardizzata e banale. – spiega Pastore - Allora la promozione del territorio diventa anche recupero e diffusione della storia, della cultura di un ambiente e della sua "gens ". La cultura è anche "cultura produttiva ": e quale cultura è più stimolante e ricca di suggestioni simboliche e di aspettative di piacere della cultura del vino?”.
In altre parole, se “vendoun territorio in maniera empatica ed emotiva, riuscirò a vendere anche i prodotti realizzati in quell’enclave, in primis proprio il vino.
 
Cultura del consumatore. Nel Paese che nel 2013 è stato il primo produttore di vino al mondo (leggi qui), stride un po’ l’opinione espressa da alcuni produttori sul consumatore italiano, considerato ancora culturalmente acerbo. Secondo quanto emerso dalla nostra ricerca mancherebbe una cultura del vino e dei territori, che – complice la crisi – spingerebbe il consumatore ad acquistare vini a basso prezzo, seppur di dubbia o scarsa qualità. Non a caso, d’altra parte, se l’Italia è al primo posto nella produzione di vino, non buon dirsi altrettanto per i consumi, in costante, verticale discesa. Se in parte, dunque, si può essere concordi con questa visione espressa dai viticoltori intervistati, va detto - a difesa del consumatore - che la comunicazione del vino degli ultimi anni, spesso tecnica e poco empatica, non gli ha reso la vita facile. Lo stesso Centro studi di Assoenologi sta cercando la quadratura del cerchio della diminuzione dei consumi di vino in Italia, attraverso una comunicazione semplice e non banale, capace di attrarre nuovi appassionati (leggi qui).

La prossima uscita de l'Osservatorio riguarderà "Le Strategie di vendita dei produttori". Resta connesso tramite i nostri canali social.

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