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Vini Biodinamici, fatti per chi “Crede in BIO”

24 settembre 2014
  A sentir parlare di “corna di vacca riempite di letame”, di “cornosilice” ed “energia astrale”, qualche perplessità può anche venire. Eppure i vini prodotti da agricoltura biodinamica* si sono ricavati, in questi anni, un posto di tutto rispetto nel mondo dell’enologia, sostenuti da un esercito di appassionati che partecipa ai numerosi eventi organizzati in tutta l’Italia. Basta fare un giro in rete, tra eventi “bio” e associazioni venute su come funghi, per rendersi conto che gli “aficionados” di questo metodo sono in netta crescita.
Non a caso sempre più spesso si assiste a “riconversioni” (sulla via di Damasco del vino) di vigneti in agricoltura “bio”, da parte di chi, fiutato il business, vuole intercettare quella fetta di mercato.

Ma se per qualcuno si tratta di un metodo agricolo valido, altri lo considerano una mera tendenza, con una scarsissima letteratura scientifica che ne possa provare il valore (leggi qui il post di Dario Bressanini sulle differenza tra i vini biologici e biodinamici).

Per gli appassionati del vino, dunque, non ci sono vie di mezzo, o si crede in “Bio” – supportati dall’esperienza di centinaia di viticoltori  – o si scelgono prodotti da agricoltura convenzionale.

D’altra parte il rifiuto di concimi chimici, diserbanti, trattamenti antiparassitari sistemici in vigna e l’utilizzo di preparati per aumentare la fertilità del terreno, come il “cornoletame” o il “cornosilice”, rappresentano un approccio agricolo e culturale talmente lontano da quello convenzionale, che non ci possono essere punti d’incontro. 

Ma in cosa consiste il metodo biodinamico? Potremmo dire (che nessuno si offenda, per carità! ) che si tratta di un biologico** con una marcia in più, perché il biodinamico non si limita a recuperare le pratiche tradizionali, come la rotazione delle colture e il sovescio (ossia l’interramento di colture che aumentano la fertilità del terreno), ma va “oltre la natura”, utilizzando degli starter di vitalità che funzionano da medicine omeopatiche, come il cornoletame e il cornosilice.

Continua a leggere per approfondire.

 

*Agricoltura biodinamica
Due parole che implicano tutto un modo di vivere, osservare e lavorare la terra. Il suo scopo non è di lasciar fare alla natura ma di fare oltre la natura, cioè di aiutare la natura per ottenere una terra sempre più fertile, della quale possano beneficiare anche le generazioni future, e alimenti vivi di qualità piena che nutrano l’uomo e gli diano salute. Coltivare biodinamicamente non vuol dire applicare in modo meccanico un metodo fisso. Piuttosto si può parlare di un indirizzo per il nostro pensare e agire, che poi svilupperemo secondo le condizioni e i problemi che incontreremo sulla nostra terra. (fonte Rudolf Steiner)

** Agricoltura biologica
Tutti i sistemi agricoli che promuovono la produzione di alimenti e fibre in modo sano socialmente, economicamente e dal punto di vista ambientale. Questi sistemi hanno, come base della capacità produttiva, la fertilità intrinseca del suolo e, nel rispetto della natura delle piante degli animali e del paesaggio, ottimizzano tutti questi fattori interdipendenti. L’agricoltura biologica riduce drasticamente l’impiego di input esterni attraverso l’esclusione di fertilizzanti, pesticidi e medicinali chimici di sintesi. Al contrario, utilizza la forza delle leggi naturali per aumentare le rese e la resistenza alle malattie. (fonte Ifoam)

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