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Ricordi d'estate: la cococciola in purezza e il mondo sotterraneo di Lanciano

19 febbraio 2015
É agosto inoltrato, sono in spiaggia e il caldo mi tormenta. Una nuotata, poi scappo sotto l’ombrellone con un libro ma si sa, la lettura sulla sabbia non è delle più comode e proseguo così per un po’ fino a quando decido che è ora di tornare. Mi avvicino all'auto ed eccolo li, il foglio patinato che puntuale ogni giorno trovo sul parabrezza. Sarà la solita sagra estiva, penso, balli, bancarelle, invece no: "Perlage 2014, tour della Lanciano sotterranea". Un mix di bollicine, gastronomia e cultura con una spolverata di mistero. Alle bollicine non resisto, al cibo nemmeno, cultura e mistero mi attraggono, decido di accettare l'invito.
 
  Ed eccomi a Lanciano, una città dell'entroterra abruzzese in provincia di Chieti. Tradizione vuole che Lanciano sia stata fondata nel 1179 a.C. da Solima, un profugo troiano approdato in Italia insieme ad Enea un anno dopo la distruzione della stessa Troia nel 1180 a.C..

Il nome deriverebbe da Anxanon o Anxia (nome di un compagno morto in guerra). Città di antica tradizione, fu capoluogo dei Frentani e poi municipio romano. Sede del miracolo eucaristico più antico.

La storia mi circonda soprattutto nel centro della città dove presso l’Auditorium Diocleziano iniziano tutti i percorsi: enologico e archeologico.

Il viaggio verso Lanciano mi ha messo sete, quindi meglio iniziare dagli spumanti che mi dicono essere 100% Abruzzo DOC:
  • Extra Dry, bianco e rosé;
  • Brut bianco;
  • Abruzzo DOC, bianco e Rosé;
  • Metodo Classico Abruzzo DOC.
Nota: seguono i dettagli della degustazione

Oltre al vitigno montepulciano, in Abruzzo si trovano anche pecorino, passerina e naturalmente il trebbiano. Un vitigno meno noto è la "cococciola" (leggi dettagli) , che veniva utilizzato in uvaggio con altri vitigni più noti e da qualche anno anche in purezza dove sta dando eccellenti risultati. La degustazione ha un effetto positivo, sia perché il prodotto è piacevole sia perché le bollicine stimolano l’appetito.
Prima di cena meglio fare due passi aggregandomi al gruppo che effettua la visita guidata della Lanciano sotterranea. Ci avventuriamo nei corridoi dove troviamo il resto del Ponte di Diocleziano (costruito per volere del Senato e del Popolo di Anxanum e dedicato alla Divina Maestà dell'Imperatore Diocleziano), proseguiamo nei sotterranei sotto il livello della Piazza del Plebiscito per scorgere  i resti della cisterna romana e una delle fosse granarie (antichi silos sotterranei, per la conservazione delle granaglie) per poi tornare in superfice a vedere l'antica sagrestia di San Francesco, affrescata tra la fine del XV e gli inizi del secolo XVI con Scene dell'Apocalisse (catastrofe e mistero); riprendo un po’ di colore con la mostra degli sbandieratori musici di Lanciano.
   

L’evento prevede l’apertura straordinaria di altri luoghi sparsi per la città e un gruppo di ristoranti che offrono un menu apposito in abbinamento ai vini. Opto per il ristorante dove mi aspettano: cubi di tonno alle tre salse, chitarrina alici e pomodorino, frittura della Costa dei Trabocchi e naturalmente “Dolce” intrattenimento, il tutto accompagnato dai vini che descrivo di seguito:
 
  L’azienda: Eredi Legonziano
Tutti i vini presentati all’evento sono della cantina Eredi Legonziano. Nel 2004 la cantina ha iniziato la produzione di spumante, Metodo Classico e Charmat, con l'obiettivo di valorizzare il territorio in tutta la sua completezza. Già da decenni, infatti, i vini fermi abruzzesi erano venduti sia in Italia che all'estero, ed utilizzati per la spumantizzazione da importanti aziende imbottigliatrici. Nel 2012 la cantina Eredi Legonziano è stata la prima ed unica a produrre la DOC Vini Spumanti Abruzzo. Gli spumanti, sono ottenuti esclusivamente con vitigni autoctoni, da uve cococciola, pecorino, passerina e montepulciano d'Abruzzo interamente in cantina. Nessuna delle fasi di lavorazione è appaltata fuori regione.
 
LEGONZIANO SPUMANTE EXTRA DRY
Trebbiano d'Abruzzo al 60% e cococciola al 40%. Le uve vengono raccolte alla prima decade di settembre; subiscono una pigiatura soffice e una fermentazione del mosto limpido in piccoli serbatoi d'acciaio a temperatura controllata. La presa di spuma avviene in autoclave con successivo affinamento di 2 mesi sulle fecce fini. Il colore è giallo paglierino con riflessi verdognoli. Il perlage è fine e persistente. Al naso il profumo è di frutta acerba con una nota aromatica. In bocca si presenta vivace, fresco e abbastanza persistente con un retrogusto lungo ed aromatico. Un vino ideale come aperitivo, si accompagna a tutti i piatti non troppo elaborati ed impegnativi, dai risotti delicati ai carpacci di pesce.

LEGONZIANO SPUMANTE BIANCO ABRUZZO DOC
Raccolto nella seconda decade di settembre viene pigiato e fermentato in piccoli serbatoi di acciaio. I successivi 6 mesi li trascorre su fecce fini effettuando la presa di spuma con lieviti indigeni selezionati. Il colore è giallo paglierino con qualche riflesso dorato. Il perlage si presenta fine e persistente, cremoso. Al naso è fruttato (frutta bianca matura). In bocca è piacevole, persistente, con una buona freschezza e un retrogusto agrumato. Un buon compagno di “pasto” per piatti di pesce come primi ai frutti di mare ma anche una tartare di tonno (sempre che riusciate a trovare ancora del tonno fresco nel Mediterraneo) oppure da abbinare a carni bianche.

LEGONZIANO DOC ROSÉ
Montepulciano d'Abruzzo in purezza, viene raccolto l’ultima decade di settembre. Una pigiatura soffice delle uve con fermentazione del mosto a temperatura controllata in piccoli serbatoi in acciaio. La lavorazione è delicata per evitare il rilascio di troppo colore, dopotutto è un rosé. La presa di spuma avviene in autoclave con lieviti indigeni selezionati in cantina e il successivo affinamento di 6 mesi avviene sulle fecce fini. Il colore è un bel rosato vivace, con riflessi brillanti. Perlage sottile e persistente. Grazie al montepulciano il profumo risulta intenso ed il bouquet complesso. Frutti rossi maturi, come fragola e ciliegia. In bocca è elegante, con una buona persistenza. Da gustare con crostacei, oppure tartare e carpaccio di salmone e tonno, ma anche con ricette di pesce più elaborate, come la zuppa di pesce o le cozze ripiene in umido.

LEGONZIANO SPUMANTE ROSE' EXTRA DRY
Montepulciano d'Abruzzo in purezza, come il fratello viene raccolto l'ultima decade di settembre. Subisce una pressatura soffice, decantazione statica del mosto e successiva fermentazione in piccoli serbatoi d'acciaio a temperatura controllata. La presa di spuma avviene in autoclave con successivo affinamento di 2 mesi sulle fecce fini. Si presenta di colore rosato brillante. Al naso è intenso e complesso, con sentori di frutta rossa, fragola e ciliegia. In bocca è gradevole, elegante, con la presenza di tannini delicati. Un ottimo abbinamento con gamberoni e mazzancolle, oppure tartare di salmone e tonno e per restare sul pesce crudo anche con il sushi, ma anche con una impepata di cozze e vongole.

LEGONZIANO BRUT
Assemblaggio di trebbiano d'Abruzzo per un 60% e cococciola il restante 40%. Raccolta dell’uva in settembre. Dopo una pigiatura soffice viene riposto in piccoli serbatoi d'acciaio a temperatura controllata. In questo caso la presa di spuma è fatta in autoclave con successivo affinamento sulle fecce fini per 4 mesi. Agli occhi si presenta giallo paglierino con riflessi verdognoli. Il perlage è fine e persistente. Al naso profumi di frutta acerba, note aromatiche. Fresco e abbastanza persistente ha un ritorno finale leggermente aromatico. La sua vivacità lo rende un compagno ideale per antipasti di pesce anche crudi ma anche salumi.

LEGONZIANO "36" METODO CLASSICO ABRUZZO DOC
Un metodo classico creato dall’assemblaggio di uve pecorino, passerina e cococciola. La vendemmia segue la varietà delle uve utilizzate per cui spazia da fine agosto per il pecorino a metà settembre sia per la passerina che per la cococciola. L'uva viene pressata con una pressa soffice a pressioni molto basse per produrre il mosto fiore per poi proseguire con la fermentazione in piccoli serbatoi in acciaio a cura di lieviti indigeni selezionati in cantina. La primavera successiva alla vendemmia, il vino base, con l'aggiunta di zucchero e lieviti autoctoni selezionati, viene imbottigliato e trascorrerà i successivi 36 mesi in bottiglia. Agli occhi si presenta con un bel colore giallo paglierino brillante. Un perlage fine e persistente. Al naso i profumi virano verso la crosta di pane per poi mutare in frutta bianca fresca. In bocca mantiene la freschezza della cococciola attenuata dalle altre uve, una buona sapidità. Vino versatile può essere utilizzato sia come spumante sia per accompagnare piatti di pesce anche crudi (ad esempio il sushi) ma si sposa bene anche con primi sempre di pesce e risotti.

Approfondisci sul vitigno cococciola

Per dettagli sull'azienda www.eredilegonziano.it/it/home

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