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La rinascita del Nord Piemonte

08 ottobre 2014
Provate a camminare tra i boschi che celano alla vista dei più il Vigneto Galizya, meraviglioso cru di Gattinara (VC), abbarbicato su una collina dalla quale si osserva tutta la pianura piemontese, che riempie gli occhi e fa volare la fantasia. Chinatevi a raccogliere da terra una pietra. Osservatene il colore rosa, le striature e i puntini di arancio ruggine.  
 
  In questo pezzetto di porfido, ricco di ferro, è racchiuso il segreto delle denominazioni poste sulla riva destra del fiume Sesia. Proprio dalla DOCG di Gattinara è partita la rinascita di questi vigneti, abbandonati dagli agricoltori nel dopoguerra in cerca di sogni e ricchezze nelle fabbriche della pianura, ma che stanno ritornando ad occupare gli spazi invasi nel frattempo dai boschi e dalla natura. A Gattinara il vino è prodotto principalmente con il nebbiolo, un vitigno difficile da coltivare e che soffre tremendamente l’acidità del suolo, ma che in cambio offre vini ricchi, strutturati ma dotati di un’eccezionale bevibilità, sia da giovani che dopo anni di affinamento in bottiglia, che li pongono su un piano totalmente
diverso da altri “nebbioli” più celebri come quelli della Langa o della Valtellina


Prima le cantine storiche, ma ora anche giovani trentenni, negli ultimi dieci anni stanno dimostrando attraverso il loro vini le straordinarie potenzialità di questo territorio. Da Gattinara, l’onda rivoluzionaria si è propagata anche alle denominazioni vicine, a Bramaterra e Lessona, piccole enclaves all’ombra del Monte Rosa, e a Carema, scenografica DOC alle porte della Valle d’Aosta.

Spostandosi poi sulla riva sinistra del Sesia, in territorio novarese,  Il suolo di origine vulcanica lascia il posto a detriti morenici depositati dai ghiacciai migliaia di anni fa misti alle argille. A Ghemme, altra DOCG e punto di riferimento di questa zona, il nebbiolo la fa ancora da padrone. Proseguendo a nord (Boca) e a sud (Sizzano e Fara) l’austero vitigno si sposa invece con le autoctone vespolina e uva rara (detta anche “bonarda novarese”). Queste uve donano maggiore freschezza, colore e speziatura, arricchendo ulteriormente questi vini di nuove sfumature.

La rivoluzione non si è dunque arrestata e puntualmente ogni anno i vini acquistano consensi sempre maggiori da parte della critica. Le Langhe, patria di blasonati Barolo e Barbaresco, stanno iniziando a temere l’avanzata del nebbiolo del Nord, che riesce a coniugare stile ed eleganza a freschezza e mineralità, ma a prezzi decisamente interessanti (il che non guasta, in tempo di crisi…).

Nell’ampio panorama del Nord Piemonte, tutt’altro che semplice e scontato, vale quindi la pena di concedersi un assaggio, per deliziare il palato e gli occhi, in un ambiente dove uomo e natura sono ancora perfettamente in armonia e le vette del Monte Rosa si specchiano nelle risaie della lontana pianura.

a cura di Davide Gilioli, Gabriele Merlo


Davide Gilioli nasce 33 anni fa a Ferrara, dove inizia a lavorare nel settore della finanza. Rimane quasi totalmente estraneo al mondo del vino fino all’età di 26 anni, quando viene coinvolto da amici in degustazioni amatoriali. Nel 2009 si iscrive al primo livello del Corso per Sommelier presso la delegazione AIS di Ferrara (solo perché “a 200 metri da casa...”) e fu subito travolgente passione... Trasferitosi a Milano per lavoro, termina qui il corso conseguendo il titolo di Sommelier nel 2012 e di Degustatore Ufficiale nel 2014. Sostenitore delle tradizioni eno-gastronomiche locali, ha prevalentemente orientato la sua passione alla valorizzazione dei vitigni autoctoni e delle zone vitivinicole ritenute “minori”. Dal 2012 collabora con la redazione del sito di AIS Milano.

Gabriele Merlo nasce a fine vendemmia 1982, meravigliosa annata nella sua amata Langa, da padre brianzolo (ahimè) e madre pavese (fortunatamente). Sin da piccolo il nonno cerca d'instradarlo sulle vie dell'Oltrepò; viene definitivamente folgorato dal mondo del vino al termine degli studi di Medicina Veterinaria. Oggi lavora per l'Assicurazione Qualità di una famosa azienda della GDO, con specializzazione nel controllo dei prodotti ittici e carnei. Il diploma di Sommelier AIS lo ottiene nel maggio 2012, da quel momento collabora con la redazione AIS Milano. Appassionato di viaggi, cucina e di microproduzioni enogastronomiche tipiche, gira in lungo e in largo alla ricerca di ciò che l'Italia ed il mondo hanno di buono da offrire... mangiare e bere! 

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