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Trentodoc a Milano

01 ottobre 2014
  Lunedì scorso l'Associazione Italiana Sommelier Delegazione di Milano ha ospitato il banco d’assaggio e il seminario “Trentodoc: bollicine di montagna”.

Dalle 15.30 le porte si sono aperte al pubblico sugli oltre trenta banchi di spumante Trentodoc metodo classico. Una denominazione che ha origine agli inizi del secolo scorso, quando un giovane enologo dell’Istituto Agrario di San Michele all’Adige, Giulio Ferrari, decise di riprodurre sul suo territorio natale le bollicine trovate in Francia. Da allora molta strada è stata percorsa, le aziende produttrici sono aumentate e dal 1993 lo spumante metodo classico ha ottenuto il riconoscimento della DOC Trento.


Al banco erano presenti 21 delle oltre 40 case produttrici che hanno aderito, dal 1984 ad oggi, all’Istituto Trento Doc. È grazie alla sua supervisione che qualità, origine, metodo e diffusione dello spumante trentino vengono garantiti e protetti.

La prima domanda che ci poniamo riguarda il titolo della giornata: “bollicine di montagna”. Qualcuno potrà meravigliarsi, ma questa denominazione nasce da aziende che lavorano ad altitudini più prossime alla montagna che alla collina, anche e soprattutto per le condizioni climatiche.

Vigneti conquistati su terreni difficili, organizzati spesso su terrazzamenti, accarezzati, o sarebbe meglio dire sferzati, dalle correnti fredde che dalle montagne che circondano questo territorio scendono fino a 300/400 metri sui vigneti. La maturazione dell’uva è tardiva, questo evita le gelate primaverili. Le condizioni climatiche montane conferiscono ai vini  luminosità, freschezza e pulizia che ricordano le acque limpide di montagna e l’aria tersa e frizzante di questo territorio.
Il disciplinare indica almeno 15 mesi di maturazione sui lieviti per la tipologia “brut”, 24 per quella “millesimato” e 36 per la “riserva”, ma non è raro trovare brut che trascorrono almeno 36 mesi sui lieviti prima di essere commercializzati.

Durante il nostro pellegrinaggio, prima al banco e successivamente al seminario “Trentodoc non dosato: espressione e identità di un territorio”, abbiamo degustato diverse tipologie: dai brut ai rosè, dai 20 fino agli 84 mesi sui lieviti.

Approfondimento: “Trentodoc non dosato: espressione e identità di un territorio” 

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