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La cococciola, vitigno abruzzese

19 febbraio 2015
  La cococciola è un vitigno autoctono abruzzese sul quale ci sono giunte poche informazioni storiche.

Fu menzionato a inizio del secolo scorso da due ampelografi francesi come vitigno di origine abruzzese distribuito nella Capitanata grazie alla transumanza. Si può trovare anche con il nome di cacciola e cocacciara. Usato spesso in uvaggio con altri vitigni può dare vini eccellenti anche in purezza. 

Oggi è coltivato soprattutto in Abruzzo nella zona Chieti ed è possibile trovarlo anche in Puglia nelle province di Foggia (Capitanata) e Bari (Murgia Centrale).

Vitigno dotato di media vigoria preferisce sistemi d'allevamento a media espansione e con potatura di media lunghezza. La produzione è abbondante e abbastanza costante. Resiste bene ai parassiti ed altre avversità ma può soffrire la peronospora, l'oidio e al marciume dell'uva. Non presenta speciali esigenze rispetto al clima e al terreno dove viene coltivato.

Il vino ottenuto con la cococciola presenta una spiccata acidità, profumi fruttati e floreali. Si esprime al meglio se consumato giovane ma sopporta bene anche invecchiamenti di breve periodo in botti grandi: accresce la rotondità del vino dandogli anche maggiore equilibrio gustativo.

Denominazioni nelle quali è presente la cococciola:
  • DOC: Abruzzo
  • IGT abruzzesi: Colli Aprutini, Colli del Sangro, Colline Frentane, Colline Pescaresi, Colline Teatine, Del Vastese o Histonium, Murgia, Terre Aquilane o Terre de l'Aquila, Terre di Chieti
  • IGT pugliesi: Daunia, Murgia, Valle d'Itria
Approfondisci con le degustazioni

Nota sulla foto: la foto del vitigno proviene dal sito http://puntoabruzzo.it/

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