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Bottiglie Aperte 2015

06 ottobre 2015
Bottiglie Aperte, l’evento tutto milanese che raccoglie 100 tra le migliori cantine italiane è arrivato al suo quarto anno. Un percorso di degustazione di oltre 300 etichette che al classico appuntamento del week-end ha aggiunto un giorno.

L’evento si è tenuto nei giorni 12, 13 e 14 settembre 2015 presso la suggestiva cornice del Museo della Scienza e Tecnologia Leonardo Da Vinci, una location non distante dalla recentemente riaperta Vigna Di Leonardo (se non ci siete ancora stati, regalatevi una visita!).

La nostra visita si è svolta nella giornata di sabato, primo giorno della kermesse, e siamo rimasti subito piacevolmente colpiti dalla straordinaria location, che offre 2 chiostri all’aperto più l’incantevole Sala del Cenacolo dove si sono tenute le 8 Master Class curate da Luca Gardini (assoluta novità di quest’anno).

Il percorso di degustazione prevedeva non solo un centinaio di produttori dal Piemonte alla Sicilia, ma anche rappresentanze gastronomiche (salumi, conserve, cioccolato, farinata di ceci…) che hanno completato un invitante quadro eno-gastronomico per il visitatore.

Disposti lungo il perimetro dei due chiostri, tutti gli stand hanno offerto passione per il prodotto, con assaggi guidati da indicazioni sui vitigni, modalità di lavorazione e invecchiamento. Tutto impreziosito spesso da piccole storie e aneddoti sulle zone geografiche di appartenenza.

Un lavoro che, per quanto ci riguarda, non è stato fatto recitando a memoria qualcosa di studiato, bensì di vissuto: da futuri progetti che riguarderanno hotel adiacenti a un castello di proprietà, visitabile dal pubblico (è il caso delle Distillerie Berta) alla minuziosa cura dei dettagli nella produzione di prosciutto cotto di alta qualità (Salumeria Italiana Leoni, che ha tenuto anche una apprezzata verticale di prodotti nella Sala del Cenacolo), come anche l’esperienza a tutto tondo dei salumi di qualità (Salumoterapia) . Il mondo squisitamente vinicolo ha visto primeggiare l’alta qualità del Made in Italy attraverso diversi produttori come ad esempio, Mirabella, Deltetto, Costaripa, Fattoria di Magliano, Baglio di Pianetto, Umani Ronchi, Il Mosnel, Bellavista, Berlucchi, Contadi Castaldi e tanti altri.

L’afflusso di pubblico nella giornata di sabato, dalle 14.30 alle 23.00 non è stato eccessivo, ma graduale e costante, e ha contribuito ad avere un maggior dialogo con i produttori.

MASTERCLASS GUIDATA LIVIO FELLUGA, a cura di LUCA GARDINI - sabato 12 settembre ore 19.
Livio Felluga, cantina di Brazzano di Cormons (GO) è la protagonista della verticale tenuta dalla “superstar” dei sommelier Luca Gardini, all’interno della maestosità della Sala del Cenacolo. I vini in degustazione erano quelli dei Colli Orientali del Friuli DOCG Abbazia di Rosazzo nelle annate 2013, 2012, 2011, 2010 e 2009.

Il Colli Orientali del Friuli è un vino sapido, con un bel bouquet di fiori bianchi, gialli e sapori citrini. Ogni annata aveva una caratteristica diversa, che emergeva soprattutto grazie all’andamento più o meno favorevole dal punto di vista meteorologico: il 2013 è stata una grande annata per i bianchi, il vino era complesso nei profumi e piuttosto intenso al palato. Le annate fredde come il 2012 o difficili come il 2011, invece presentavano un vino più chiuso, equilibrato al palato ma meno intenso. Un’annata invece da ricordare è stata quella del 2009: grande bevibilità, profumi cremosi e pulizia del palato. Lo stile estroso ma anche didattico di Gardini mette a proprio agio i convenuti (in numero limitato: 50 al massimo), con cenni storici che fanno mettere a fuoco il prodotto che si andrà a degustare. La cosa che è saltata subito all’occhio è il messaggio che Gardini ha voluto mandare: la semplicità.

Chi legge queste righe, conosce di certo l’abilità del sommelier di cui parliamo, ed è una storia di grande talento, unita ad esperienze da lui personalmente documentate. Ma è anche emerso che un vino, per l’esperienza olfattiva e gustativa di chi lo sta analizzando, va apprezzato senza troppi fronzoli, senza “gergo costruito”, senza troppi tecnicismi lessicali che servono più che altro a fare scena: “il vino va bevuto, o vi piace o non vi piace!” - riferisce Gardini. Lasciamoci trasportare dai nostri sensi, cercando di essere meno didattici possibili: la sentiamo veramente la banana nello chardonnay o è qualcosa che abbiamo appreso sui libri, ad esempio? E’ questo il senso di semplicità che ha voluto trasmettere chi con i vini conduce una professione di eccellenza, e ascoltando questa filosofia mi è venuto in mente come anche nella musica, nella pittura, nella meccanica e in tutte le arti che caratterizzano l’umanità, il punto di eccellenza spesso è stato trovato grazie a un talento innato, senza pensare di raggiungere determinati obiettivi.

Franco Malatesta

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